INTRODUZIONE ...


La Biennale internazionale di musica contemporanea di Koper è giunta alla sua sesta edizione. In dieci anni di lavoro, da piccolo festival di provincia, si è trasformato in un evento di risonanza internazionale che richiama pubblico da ormai tutta Europa. Invitato ancora una volta come direttore artistico, insieme a Tatjana Jercog, anima e fondatrice della Biennale, si è individuato l’essere umano e i suoi sensi quale “fil rouge” del Festival:  a ciascun concerto è affidata l’analisi (spesso anche solo introspettiva o indiretta) dei cinque sensi, ai quali se ne aggiunge un sesto, da molti di noi esperito nella propria Erlebnis. Nel primo concerto un originale gruppo di percussionisti descriverà il tatto attraverso strumenti musicali di pietra scolpita, i quali saranno esposti al pubblico durante l’intero periodo del Festival; l’olfatto sarà affidato a musicisti eccezionali quali Francesco Dillon, Emanuele Torquati e Helena Winkelman, in un programma che abbina pagine storiche a composizioni contemporanee. Secondo Karlheinz Stockhausen, al quale è dedicato un concerto in memoriam il 5 dicembre (giorno della sua scomparsa e, per un gioco del destino, anche del suo “collega” Wolfgang Amadeus Mozart), i sensi umani sono in realtà sette (pensiero e intuizione sono i due che il compositore aggiunge a quelli da tutti conosciuti): l’Intuizione sarà musicalmente sviscerata attraverso la lettura di alcune pagine tratte dal misterioso “Aus den Sieben Tagen”  che faranno da cornice ad un concerto per violino, clarinetto ed elettronica, che vede la presenza del talento violinistico di Georges-Emanuel Schneider. Il difficile tema del gusto avrà come protagonista una delle fagottiste più brillanti del panorama internazionale, Elise Jacoberger, affiancata dal giovane emergente Luka Batista alla chitarra; l’udito è il senso che i giovani interpreti del penultimo concerto dovranno saper trasmettere, quasi come un augurio da parte nostra affinché riescano ad affinare il senso che maggiormente li lega alla musica stessa. Il Festival si chiuderà con un concerto di alto profilo intellettuale e musicale: l’Ensemble Neofonia, diretto da Steven Loy, accompagnerà Carl Rosman nel capolavoro di teatro musicale che segna la nascita della nuova musica all’inizio del secolo scorso, il “Pierrot lunaire” di Arnold Schönberg. La star australiana, straordinario clarinettista e cantante, offrirà una inedita versione del Pierrot per voce maschile che racchiude il “senso” di questa Biennale: uno sguardo sul passato con gli occhi del presente e con i sensi del futuro.

Direttore artistico: Michele Marelli

Marelli


Direttore artistico: Tatjana Jercog

Jercog